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Le principali patologie della mano

Nella undicesima puntata di GeoSalute, in onda su 50canale alle 22:30 giovedì 8 dicembre e in replica oggi alle 13:30, si è parlato delle principali patologie della mano con il Professore Michele Lisanti, responsabile del reparto di 1° Ortopedia Universitaria dell'Azienda Ospedaliera Pisana, Renato Galli, direttore U.O.C Neurofisiopatologia P.O Felice Lotti di Pontedera e il Dottor Marco Rosati, membro della commissione linee guida della società italiana della chirurgia della mano. Vi invitiamo a prendere visione della puntata disponibile sul sito

" Le patologie della mano sono numerose e costituiscono una parte sempre più specialistica sia della medicina che della chirurgia - spiega Lisanti - Potremmo iniziare a distinguere patologie da causa neurologica, patologie da causa degenerativa e, poco conosciuta ma molto interessante, la patologia traumatica della mano,  ponte che ci unisce ai colleghi neurologi. " " La motilità fine della mano è ciò che distingue l'uomo dagli altri primati: in neurologia noi distinguiamo lesioni da causa periferica e lesioni da causa centrale. -  continua Galli - Per centrale noi intendiamo non tanto la localizzazione atomica quanto la funzione fisiologia: il sistema nervoso centrale è costituito dal cervello, cervelletto, dal tronco cerebrale e dal midollo spinale. Tutto ciò che origina da tali strutture ( radici nervose, plessi nervosi, nervi, sinapsi neuro muscolare, tutto l'apparato muscolo legamentoso e tendineo e ossa ) costituisce la parte periferica. A livello del sistema nervoso centrale noi potremo avere patologie vascolari sia di natura ischemica che di natura emorragica : l' ictus che può produrre un'alterazione della mobilità della mano nella parte opposta alla sede corticale dove si è avuta la lesione; trombosi venose cerebrali, neoplasie cerebrali, sclerosi multipla, lesioni del tronco encefalico, patologie del midollo spinale. Il sintomo è un impaccio motorio, se vi è un interessamento corticale, associato a disturbi sensitivi. Diverso è il caso della malattia di parkinson : il paziente simula un tunnel carpale e spesso si reca dall'ortopedico che, se illuminato, si accorge della rigidità associata a tremore e lo dirige da un neurologo. Il tremore- sottolinea Galli - può essere fisiologico dettato da ansia, parafisiologico ( eccesso di ormoni tiroidei), senile o essenziale : è necessario effettuare un esame scintigrafico che va a studiare le aree cerebrali. L’impiego della scintigrafia cerebrale DAT scan fornisce quindi delle informazioni che permettono allo specialista di  formulare una corretta diagnosi valutando le condizioni del paziente, giungendo così a differenziare episodi di tremore essenziale dai sintomi motori legati al quadro clinico della malattia di Parkinson, ma l’esame permette anche di valutare la gravità ed il decorso della malattia. L’uso di questa tecnica di imaging oltre a monitorare il decorso delle patologie rilevate permette allo specialista di prescrivere al paziente la via terapeutica opportuna."  " La sindrome del tunnel carpale è una patologia dove una vera e propria prevenzione non esiste. - chiarisce Rosati - Esistono situazioni però che possono scaturire il tunnel carpale come uno squilibro ormonale o una pregressa frattura di polso. In gravidanza spesso il tunnel carpale è transitorio, come la gestazione stessa, quindi non è necessario operarlo. Tranne questa situazione, provvisoria, il tunnel carpale non ha la marcia indietro. Nella fase irritativa compaiono formicolii notturni, una sensazione di scarsa sensibilità alle dita: quasi sempre si va incontro ad un dolore sempre più frequente ed assillante che porta il paziente a richiedere di essere operato." " La malattia di Dupuytren, che colpisce le mani, non è una patologia grave, se si interviene.  - continua Lisanti - Si aggiudica un posto d’onore tra le malattie più diffuse della mano, che colpisce, secondo le stime ufficiali ben il 13% della popolazione del Vecchio Continente, ma che, troppo spesso, cifre alla mano, è una famosa sconosciuta per molti: la malattia di Dupuytren, che prende il nome dal chirurgo francese che, per primo, ne identificò caratteristiche e peculiarità nel 1834, è ignorata, o, meglio, non conosciuta dal 75% della popolazione italiana. I più colpiti sono gli uomini (10 a 1 rispetto alle donne): la malattia di Dupuytren compromette, stadio dopo stadio, il normale svolgimento delle attività quotidiane, dal lavoro, alla vita sociale e di relazione. E’ una patologia difficile da gestire, da comprendere e con la quale convivere. Il suo sintomo principale, cioè la riduzione dell’estensione delle dita, che vengono attirate progressivamente, come per una sorta di innaturale effetto magnetico, verso il palmo della mano, limita o, addirittura, impedisce, ogni movimento, anche il più banale. Non è una malattia grave, ma può essere curata bene se si è in buone mani chirurgiche: l’intervento è molto complesso dato che bisogna smontare l’anatomia della mano, che quindi deve essere conosciuta molto bene. Grazie ai trattamenti farmacologici innovativi, che saranno disponibili entro quest’anno, contiamo di registrare un miglioramento generale della prognosi in quanto i pazienti, a fronte della possibilità di un trattamento mini-invasivo e dunque psicologicamente più accettabile, potranno essere indotti a rivolgersi prima allo specialista e sfruttare una valida alternativa all’intervento chirurgico” " La rizoartrosi invece è una malattia prevalentemente femminile - espone Rosati - che colpisce comunque anche soggetti maschili in quanto esistono situazioni dove l'attività lavorativa può sforzare l'articolazione alla base del pollice. Al lavoratore di forza si consiglia di utilizzare strumenti che hanno una presa più larga sugli oggetti; le infiltrazioni possono aiutare ad arrivare con meno dolore all'intervento chirurgico ma non risolvono il problema in maniera definitiva. L'intervento che al momento pratichiamo per la maggiore è la trapezioplastica che, con un gioco di equilibrio tendinio, ci permette di riportare il pollice in funzionalità con risultati davvero soddisfacenti."  " Le fratture di polso, insieme alle fratture del collo del femore,  costituiscono una sorta di epidemia, proporzionalmente all'invecchiamento e all'evoluzione osteoporotica della popolazione; - conclude Lisanti -  colpiscono persone giovani in attività sportive e lavorative e persone anziane. Adesso le tecniche sono sempre più raffinate: utilizziamo placche di titanio ( sopratutto per fratture scomposte ) che portano, senza l'utilizzo del gesso, ad un ottimo recupero e ad una funzionalità ottima."

 

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