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Voluti da Ferdinando de’ Medici nel 1622 i dromedari sono i più antichi abitanti del Parco di San Rossore; questi animali con un fascino magico e fiabesco , sono rimasti fino alla Seconda guerra mondiale. La latitudine è certamente incongrua eppure questi strani animali dal passo lento e gli occhi dolci appartengono alla storia della Toscana e del Parco naturale di San Rossore - Migliarino, già residenza estiva di re e presidenti della repubblica.

Arrivarono nella tenuta e sulla spiaggia nel 1622 su volere di Ferdinando II de’ Medici, appassionato di animali esotici, e ci restarono sino al secondo conflitto mondiale. Alcuni animali furono introdotti più tardi come regalo a sua maestà del generale Arrighetti che li aveva conquistati ai turchi nella battaglia di Vienna del 1683. Di donazioni in donazioni e anche con qualche nascita i dromedari arrivarono a quota 196 nel 1789. Poi iniziò il declino. Si racconta che per oltre tre secoli i visitatori del parco li chiamassero i «cammelli pendenti», per la loro vicinanza a Pisa e al famoso campanile e furono cavalcati da principesse, re e regine. Da tre anni i dromedari, per volere del Direttore del Parco, Andrea Gennai, sono tornati a popolare la struttura in località " Boschetto " costruita appositamente per loro nell'800. 20160627 095939Perchè i dromedari, che i pisani chiamavano cammelli, sono storicamente legati a San Rossore, alla pineta e alla spiaggia. Stavolta non hanno solo una funzione estetica, ma incrementano il turismo e veri e propri percorsi di educazione ambientale con le scuole: dai più piccoli sino all'Università. Sono animali straordinari capaci di adattarsi anche a ambienti che non li appartengono. Friederich Nietzsche un’estate se li trovò di fronte cinque durante un viaggio a Pisa e dintorni e ne rimase affascinato e li descrisse chiamandoli, anche lui, impropriamente cammelli. La principessa Jolanda di Savoia, poi, ne era innamorata. E decise persino di farsi immortalare su uno «dei cammelli» come è documentato nel libro «La Tenuta di San Rossore» scritto da Castelli e Tomei. C’erano ancora i dromedari quando a San Rossore Vittorio Emanuele III firmò le vergognose leggi razziali.  Nel rispetto di una natura rigogliosa e incontaminata che si estende per 23 mila ettari si sono perfettamente adattati a questo Eden e con il loro portamento elegante...fanno sognare sopratutto i più piccoli. " La prospettiva - spiega Fabio Tani, un dipendente del Parco - è quella di farli riprodurre per non far esaurire così una tradizione storica affascinante e allo stesso tempo utile: grazie a loro, infatti,  evitiamo di portare i mezzi meccanici sulla spiaggia e ciò permette di mantenere l'habitat naturale intatto e non inquinato. 20160627 110156Inoltre - continua - grazie alle grandi casse di legno che trasportano sulla loro gobba, ci aiutano nella raccolta differenziata : carta, plastica e vetro. " I bambini dell'Asilo Nido San Rassore oggi hanno fatto amicizia con Piccola e Sultan, i due dromedari più grandi e hanno portato, con l'aiuto delle insegnanti, nelle loro cassettine vari materiali: la plastica nel primo, il vetro nel secondo e la carta nel terzo. Hanno giocato con loro sperimentando due paroline magiche: up per farli alzare e down per farli mettere seduti !!! . Poi hanno conosciuto i cavalli agricoli da tiro pesante rapido, oggi sostituiti dalle moderne macchine agricole e dai trattori e i Monterufolini, specie in via di estinzione. In questa cornice veramente speciale..non poteva mancare un pranzo al sacco prima di tornare all'asilo...con il trenino del Parco...!!!20160627 111111

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